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Pensiero delle 0.55

Nei giornali e telegiornali di queste settimane continuo a sentire dell’Italia come un paese con un’economia fragile, con un debito pubblico altissimo e che non accenna a diminuire, con una crescita da ultimi della classe….insimma, la solita carrellata di belle notizie.

il fatto è che ormai sembra siamo abituati a sentire queste cose, oppure rassegnati. D’altronde come dare torto a chi pensa così: io almeno è una quindicina d’anni che sento e leggo ciclicamente le stesse frasi. E io stesso molte volte nom ci penso….solo ogni tanto ho degli attimi di lucidità in cui penso che tutto questo è davvero preoccuante.

Se qualcuno mai leggerà questo, lasciamo stare le fazioni politiche, l’euro si/ l’euro no, ecc. Quando ho dei momenti di lucidità preoccupa il fatto che sembra siamo destinati a un lento ma inesorabile declino, come se poco a poco la nave su cui siamo imbarcasse acqua e cm dopo cm affonda.

Mi fa terrore che sia questa la prospettiva a lungo termine, chiunque ci governi. Mi fa terrore che non ci sia certezza su cosa sarà di noi quando invecchieremo (anche perché da lavoratori non è che riusciamo a risparmiare granché), mi fa impressione constatare che chi sta meglio è perché ha avuto la possibilità di ereditare case, risparmi o altro …a fanno bene a farli fruttare.  Mi fa arrabbiare vedere che i servizi pubblici col tempo diventano più scadenti …. anche qua, lasciamo stare per un attimo gli sorechi , ma i trasporti pubblici fanno a volte schifo perché i comuni non hanno soldi, le liste di attesa negli ospedali per fare dei semplici esami sono di mesi perché le regioni nom hanno soldi. Tutti hanno una buona ragione.

Quando penso a queste cose però mi viene un dubbio: com’è che ci siamo ridotti così ? Da queste parti, due mila anni fa c’era un popolo che ha costruito un impero, 600 anni fa è nato (qui) il rinascimento delle arti, della scienza, della tecnica. Per secoli siamo stati invidiati non per la pizza o il gelato, ma per come erano avanti e prospere le città, per la cultura. E quando penso a questo non capisco: com’è che siamo diventati dei brocchi, dei deficienti da un momento all’altro? I nostri avi davvero non ci crderebbero

 

mah…. dovrei pensare ad altro a quest’ora